Le mappe mentali

di Claudia Sani · 20 January 2014

Le mappe mentali

Ideate dallo psicologo inglese Tony Buzan intorno al 1960, le mappe mentali sono state introdotte inizialmente come un innovativo metodo per il note-taking.
Dopo numerosi studi sulle modalità di elaborazione del pensiero da parte della mente umana e approfondimenti metodologici, sono state proposte dalla comunità scientifica anche come strumento per la generazione e la rappresentazione delle idee e del pensiero mediante associazioni.

 

Cosa sono le Mappe Mentali

Quella delle mappe mentali è una tecnica di rappresentazione grafica della conoscenza ideata dallo psicologo inglese Tony Buzan intorno al 1960, partendo da studi compiuti:

Le sue ricerche l'hanno condotto all'individuazione di una modalità che permette di rappresentare le informazioni e le idee coinvolgendo sia le funzionalità logico-razionali sia quelle immaginifico-creative.

Una mappa mentale consiste in un diagramma nel quale i concetti vengono presentati in forma grafica: l'idea principale si trova al centro dello schema, mentre le informazioni e dettagli di approfondimento vengono legati secondo una geometria radiante via via verso l’esterno.

Le mappe mentali si caratterizzano rispetto ad altre modalità di rappresentazione per l'enfasi posta:

 

Perchè usare le mappe mentali

Al paradigma rappresentativo lineare, che staticamente prevede un inizio e una fine del percorso logico, e che impedisce di creare in modo efficace associazioni, una mappa mentale contrappone un'impostazione dotata di una struttura dinamica, e prevede un centro ma non una fine.

Un diagramma che abbia queste caratteristiche risulta molto efficace:

 

Come impiegare le mappe mentali

Le mappe mentali possono essere utilizzate ad esempio:

  • nella sfera personale: la mappa viene impiegata prima per far emergere le idee dell'autore, poi per fissarle e rielaborarle;
  • nel lavoro di gruppo: le informazioni e le idee di diverse persone vengono rappresentate nella medesima mappa,

    • facilitando il confronto;
    • permettendo di accelerare il passaggio dalla fase di elaborazione a quella esecutiva;
  • nella gestione della conoscenza distribuita: le informazioni vengono rappresentate utilizzando degli standard e degli accorgimenti rappresentativi che favoriscono una visione e una interpretazione oggettivata.

Ambiti generali nei quali le mappe trovano applicazione sono i seguenti:

  • creatività: generare idee, sia autonomamente che in gruppi di lavoro mediante brainstorming;
  • analisi: rappresentare, valutare e comparare varie opzioni nell'atto del problem solving e del decision taking;
  • comunicazione: veicolare le informazioni in modo semplice e intuitivo, enfatizzando i collegamenti logici, facilitando la dialettica e il confronto;
  • organizzazione: strutturare le attività, allocare le risorse, assegnare i tempi, raccogliere le informazioni necessarie;
  • documentazione: impostare documenti e progettare strutture documentali.

Data la natura meta-cognitiva di questo strumento di rappresentazione, notevole è anche il suo utilizzo in ambito didattico, come:

  • nel cooperative learning e nella creazione di gruppi di lavoro, sia in presenza che a distanza;
  • nella socializzazione della conoscenza;
  • nella progettazione e nella realizzazione di percorsi formativi interdisciplinari;
  • nella valutazione delle competenze acquisite.

 

Come leggere una mappa mentale

La potenza di una mappa mentale è nella sua capacità di coniugare in modo ottimale:

L'utilizzo di una strutturazione di tipo gerarchico-associativa permette infatti di inserire e classificare informazioni e dati, ma anche di visualizzare graficamente i legami esistenti tra essi.

In particolare:

Questa modalità di rappresentazione offre contemporaneamente varie chiavi di lettura dei contenuti della mappa:

Abbinando alla strutturazione delle informazioni l'uso di canali espressivi in grado di sollecitare la creatività e la ritenzione mnemonica, come colori e immagini evocative, è possibile sviluppare idee e rappresentare le conoscenze in modo efficace e sintetico.

 

Come fare mappe mentali efficaci

In una mappa mentale è importante scegliere in modo opportuno gli elementi da inserire, sia a livello testuale che grafico.

Tale scelta provoca risonanze mentali utili per la rappresentazione e per l’evocazione di nuovi concetti da collegare. Per questo motivo è necessario adottare alcuni accorgimenti, come ad esempio:

Il seguire queste semplici regole permette:

Tenendo conto del fatto che, ad una maggiore ricchezza grafica e cromatica della mappa, corrisponde una sua maggiore efficacia, in quanto ne viene aumentato il grado di comprensione, di gradimento e di memorizzazione, è possibile ricorrere a vari strumenti rappresentativi:

 

Mappe mentali & mappe concettuali

Teorizzata da Joseph Novak all'inizio degli anni '60, quella delle mappe concettuali è una tecnica molto diffusa per la rappresentazione grafica della conoscenza, soprattutto in ambito didattico-formativo.

Rifacendosi alla teoria di David Ausubel sull'apprendimento significativo, Novak propose le mappe concettuali come strumento per affrontare il problema dell'apprendimento meccanico degli studenti. Secondo la sua idea originale era necessario esplicitare la conoscenza, considerando che:

Le mappe concettuali consistono in schematizzazioni nelle quali le informazioni su un certo argomento vengono rappresentate mediante:

Le mappe concettuali, pur essendo simili alle mappe mentali e alle Solution Map©, si differenziano da esse perchè:

Solitamente le mappe concettuali vengono impiegate nell'ambito della formazione per la schematizzazione di modelli non riconducibili a una struttura gerarchico-associativa. D'altro canto:

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